Culto dei Santi Medici a Bitonto

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Come riportato da varie testimoniante iconografiche, l’introduzione del culto dei Santi Medici Cosma e Damiano è stato introdotto a Bitonto a partire dal XIV secolo: nello specifico, è il 1572 la data a cui risale il primo documento che certifica la presenza della reliquia a Bitonto. Era il periodo dello svolgimento della visita di Monsignor Musso.

Va precisato poi che il culto dei Santi Medici a Bitonto è stato segnalato anche da Papa Giovanni Paolo II il 20/12/1986, quando in occasione del discorso ai Vescovi pugliesi, mise in evidenza il ruolo cruciale di unità della Chiesa tra Occidente ed Oriente.

Per quanto riguarda i cenni storici, al lettore basti sapere che le due statue dei Santi Cosma e Damiano, oggi posizionate al centro dell’abside della Basilica Pontificia dei Santi Medici di Bitonto, sono originarie del 1733, quando Don Mennuto, parroco della Chiesa di San Giorgio a Martire, le commissionò ad un intagliatore napoletano.

Il primo restauro fu effettuato tre secoli dopo, per via del deterioramento dei manichini in legno: tutte le parti vennero rifatte in bronzo, eccezion fatta delle mani e della testa che vennero preservate per via di un restauro certosino.

Perché il culto dei Santi Medici è così diffuso a Bitonto? La tradizione vuole che molti dei miracolati raccontavano di aver visto nelle statue le stesse persone comparse in sogno, in occasione dell’evento. Un’antica tradizione popolare racconta che le due statue, appartenenti ad un operaio, erano conservate in una cassa d’abete e, ogni anno, il 26 settembre, venivano ornate dai classici orientali per esporle alla venerazione dei devoti nella chiesa dedicata a Santa Caterina D’Alessandria. Dopodiché le chiuse nuovamente nella cassa d’abete. Una donna napoletana, doveva subire l’amputazione di una gamba: la notte prima dell’intervento, sognò due giovani: Cosma e Damiano che, dopo averla medicata, le dissero di essere di Bitonto. Dopo essersi risvegliata, la donna confermò di essere guarita e andò a Bitonto nel posto sognato. La casa dell’operaio possessore delle due statue. La donna descrisse all’operaio le fattezze dei due giovani e, una volta che venne aperta la cassa d’abete, si scoprì che le due state riproducevano le sembianze dei guaritori: così s’inginocchiò e pregò. La donna decise di far restaurare i due manichini di legno, deterioratisi nel tempo, e fece confezionare due abiti nuovi. Da lì, l’operaio dono le due statue e la cassa d’abete alla Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Le stesse vennero in seguito trasferite, presso la Chiesa di San Giorgio Martire.

L’avvento della stampa ha facilitato senza ombra di dubbio la diffusione del culto: vennero infatti realizzate le prime immagini sacre di Santa Cosma e San Damiano. Nelle case dei fedeli non mancavano mai, incorniciate nei quadri, incollate sui muri. Nelle stanze da letto, in genere, venivano allestiti degli altarini per promuovere la preghiera dei devoti. Ancora oggi, nei negozi alimentari, nelle botteghe dei calzolai e in quelle dei sarti, queste immagini sacre sono ancora presenti. Ciò certifica che il culto dei Santi Medici a Bitonto è entrato nell’immaginario collettivo. Ma il culto fu agevolato anche per un altro motivo: nella notte tra il 23 e il 24 ottobre del 1893, un incendio distrusse la Chiesa di San Giorgio Martire, ma le due statue rimasero intatte.

Ogni anno, Bitonto rende omaggio ai due Santi in due occasioni: il 26 settembre e la terza domenica di ottobre.