La storia di Bitonto

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Origini del Neolitico, Periodo Romano, dal Rinascimento all’era Moderna, dall’Ottocento all’Età Contemporanea: sono sostanzialmente queste le 4 tappe per presentare la storia di Bitonto. Vediamole in estrema sintesi una ad una:

Origini: Bitonto sarebbe stata fondata dal re illirico Bitonte. Ecco spiegato il nome della città. Le prime tracce di insediamento umano risalgono al Neolitico. Tra queste citiamo le grotte e la necropoli situata presso il torrente Tiflis. Tanti sono stati i reperti archeologici rivenuti nelle cavità del territorio: ciò testimonierebbe la presenza di una grande comunità nell’area denominata ager bitontinus. Andando avanti con gli anni, Bitonto diventò colonia greca, legata a Sparta, grazie ai collegamenti con Taranto. Lo testimoniano le monete raffiguranti l’effige dell’eroe tarantino Fallento.

Periodo Romano: questa fase della storia di Bitonto è nota per il fatto che la città fu municipio, vale a dire la comunità fu legata a Roma, e la città conservò il culto della dea Minerva, già protettrice di molte città apule. Alla dea Minerva fu attribuito il dono dell’ulivo. Sempre in questo periodo, alla dea fu dedicato un tempio situato sulla via Traiana, dove oggi si trova la chiesa di San Pietro in Vincoli.

Medioevo: non sono, purtroppo, molti i documenti della storia di Bitonto nel periodo longobardo. La maggior parte degli storici sostiene che in questo periodo, la città così come la Puglia, andò incontro ad un inesorabile declino. Da quando Bitonto fu sotto il dominio dei Bizantini non solo attraversò varie lotte, ma più volte fu minacciata dalle smanie di conquista degli Arabi che si spingevano da sud a nord. Sotto l’attuale con cattedrale, furono ritrovati resti di una chiesa risalente al V-VI secolo.

Nell’alto Medioevo, invece, ci fu una ripresa, visto che Bitonto rappresentò la roccaforte del Thema di Longobardia. La città poi fu saccheggiata da Zaccaria, catapano bizantino che sconfisse i saraceni. 35 anni dopo, la città fu il luogo della rivolta di Melo di Bari contro i Bizantini. Mesardonite si recò per arrestare la rivoluzione. Dopo essere stato catapano d’Italia dal 1010 al 1016 morì l’anno successivo.

Nel periodo normanno (XI secolo) Bitonto si contraddistinse come una città in forte crescita: lo certificano la presenza dei Benedettini e l’edificazione della nuova Cattedrale. Le prime testimonianze inerenti all’esistenza del vescovato bitontino risalgono al 1089: i benedettini si stanziarono fuori città, costruirono l’abbazia di San Leone e, grazie a nuove tecniche di agricoltura e alla bonifica di alcune terre, migliorarono l’economia dell’intera area. La fiera di San Leone del 6 aprile ebbe origine proprio in questo periodo. Nel 1412, infine, Bitonto fu possesso feudale del duca di Bari Giacomo di Caldora.. Poi passò prima ai Ventimiglia, poi agli Orsini, poi ancora  agli Acquaviva d’Aragona e ai Cordoba.

Rinascimento: fu solo nel 1551 che Bitonto divenne nuovamente autonoma, dopo aver versato alla corona spagnola 86.000 ducati. 14 anni dopo vennero redatti gli statuti cittadini. Il Seicento fu il periodo di massima fioritura artistica, come dimostrano l’accademia degli Infiammati, la bottega di pittura di Carlo Rosa, il Matematico Vitale Giordano, Nicolo Bonifacio Logroscino, noto per l’opera buffa, e il musicista Tommaso Traetta. Nel 1647 a Napoli, Masaniello guidò i moti insurrezionali del popolo per via dell’altissima pressione fiscale imposta dagli spagnoli. I moti raggiunsero anche Bitonto.

Nel 1734, si registro lo scontro nel campo di San Leone tra l’esercito Spagnolo di Carlo di Borbone che sconfisse nella battaglia di Bitonto gli Austriaci: l’obelisco innalzato per l’occasione testimoniò ai Borboni il possesso del Regno di Napoli.

Dall’Ottocento all’Età Contemporanea: nel Risorgimento, Garibaldi nominò Giovanni Vincenzo Rogadeo primo governatore della Puglia. In qualità di sindaco della città negli anni che vanno da 1870 al 1875, vennero promosse iniziative come la scuola serale di disegno, il consorzio per gli oli tipici e il gabinetto di lettura.

A inizio Novecento, emersero figure come Giovanni Ancona Martucci, il vescovo Pasquale Berardi e Giovanni Modugno, pedagogista italiano, aderente alla corrente politica di Salvemini e antagonista del Fascismo, tanto è vero che rifiutò la nomina di provveditore agli studi.

L’ultimo degli avvenimenti della storia di Bitonto, segnalati in questo articolo è datato 1984: la visita di Papa Giovanni Paolo II.